Il nuovo divieto australiano sui social media: Reddit reagisce

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L’Australia è diventato il primo paese a imporre un ampio limite di età sulle piattaforme di social media, richiedendo la verifica dell’età per gli utenti sotto i 16 anni. La legge, entrata in vigore questa settimana, sta già affrontando sfide legali da Reddit, che sostiene che violi le libertà degli utenti e imponga processi di verifica non sicuri a tutti gli adulti. La mossa riflette la crescente preoccupazione globale sull’impatto dei social media sui giovani, sebbene l’approccio australiano sia notevolmente più severo rispetto ad altri paesi che considerano misure simili.

Il nocciolo del divieto

La legislazione prende di mira le principali piattaforme tra cui TikTok, Facebook, Instagram, X, Snapchat e YouTube. Tuttavia, alcuni servizi – Discord, Messenger Kids, WhatsApp, Pinterest e risorse educative come Google Classroom – sono esenti. In particolare, anche i chatbot AI come ChatGPT non sono inclusi. Le aziende che non rispettano il divieto rischiano multe fino a 33 milioni di dollari.

La legge non mira solo a bloccare l’accesso ai minorenni; richiede una verifica attiva utilizzando metodi come l’analisi facciale e vocale, insieme ai controlli dell’attività dell’account. Ciò ha acceso il dibattito sulla privacy e sulla fattibilità di un’applicazione infallibile, come evidenziato dalle prime soluzioni alternative già testate dagli utenti.

Perché adesso? L’influenza della ricerca psicologica

La spinta per questo divieto non è nata dal vuoto. Ciò è stato in particolare stimolato dal libro di Jonathan Haidt, The Anxious Generation, che descrive in dettaglio gli effetti psicologici dei social media sui giovani. Una figura chiave a favore della legge è stata Annabel West, moglie di un premier del Sud Australia, dopo aver letto il lavoro di Haidt. Sebbene gli studi sugli effetti dei social media siano molto diffusi, questo libro sembra essere stato un catalizzatore per l’azione.

Contesto globale e reazioni

La mossa dell’Australia si distingue a livello globale. Paesi come Cina, Russia e Turchia hanno già ampie restrizioni sui social media, ma di solito per controllo politico piuttosto che per limiti di età. Danimarca, Francia e Malesia stanno ora osservando da vicino l’Australia, considerando leggi simili.

Le aziende tecnologiche stanno rispondendo in modo disomogeneo. TikTok afferma che si adeguerà, Meta sta rimuovendo gli account minorenni e Snapchat si prepara a eliminare quasi mezzo milione di utenti australiani. Elon Musk, proprietario di X, ha criticato pubblicamente la legge definendola una potenziale backdoor verso un più ampio controllo di Internet.

Sfide e preoccupazioni legali

Due adolescenti australiani, sostenuti dal Digital Freedom Project, stanno contestando il divieto presso l’Alta Corte, sostenendo che viola la libertà di espressione. Essi sostengono che limitare l’accesso ai social media per i ragazzi tra i 13 e i 15 anni sia un sacrificio sproporzionato dei diritti fondamentali.

Il quadro più ampio

Il divieto australiano evidenzia una crescente tensione tra la protezione dei bambini online e la preservazione delle libertà digitali. Resta da vedere l’efficacia di questo approccio, ma costituisce un precedente che altre nazioni probabilmente monitoreranno da vicino. Sottolinea inoltre la responsabilità delle aziende tecnologiche di dare priorità alla sicurezza rispetto ai profitti, come sostenuto da sostenitori come Donna Rice Hughes di Enough is Enough, che ritiene che l’autoregolamentazione del settore abbia fallito.

In definitiva, l’audace esperimento australiano di restrizione dei social media solleva questioni fondamentali su come i governi bilanciano la protezione dei bambini con i diritti individuali nell’era digitale.