I principali editori e autori intensificano la battaglia sul copyright contro Meta

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Una coalizione di importanti editori accademici e di intrattenimento, affiancati dal famoso autore Scott Turow, ha intentato una nuova causa contro Meta presso un tribunale distrettuale degli Stati Uniti a New York. I querelanti accusano il colosso dei social media di essere coinvolto in “una delle più massicce violazioni dei materiali protetti da copyright nella storia” utilizzando opere protette per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale Llama.

Questa azione legale segna una significativa escalation nel conflitto in corso tra creatori di contenuti e sviluppatori di intelligenza artificiale, sollevando domande critiche sul futuro della legge sul copyright nell’era digitale.

Le accuse: pirateria e concorrenza diretta

La causa nomina diversi titani del settore, tra cui McGraw-Hill, Elsevier, Cengage, Hachette e Macmillan. Queste entità affermano che Meta ha acquisito illegalmente o piratato articoli di riviste scientifiche, libri di testo e altri libri protetti da copyright senza autorizzazione.

Gli aspetti principali del reclamo includono:

  • Coinvolgimento diretto dei dirigenti: Mark Zuckerberg, CEO di Meta, viene nominato imputato. Nella denuncia si afferma che egli “ha personalmente autorizzato e incoraggiato attivamente” il presunto comportamento illegale.
  • Creazione di sostituti: I querelanti sostengono che i modelli di intelligenza artificiale di Meta ora generano contenuti che fungono da sostituti diretti delle opere originali, competendo di fatto con gli autori e gli editori che li hanno creati.
  • Scala storica: L’American Association of Publishers ha dichiarato che Meta ha scelto di “muoversi velocemente e rompere le cose”, infrangendo in particolare le leggi sul copyright nel processo.

Scott Turow, avvocato ed ex presidente della Authors Guild, si è unito alla causa, descrivendo la situazione come “angosciante ed esasperante”. Ha sottolineato che Meta, una delle aziende più ricche del mondo, ha consapevolmente utilizzato copie pirata dei suoi libri e migliaia di altri per addestrare Llama, che ora può produrre materiale concorrente imitando il suo stile specifico.

La difesa di Meta: fair use e precedenti

Meta si è opposto in modo aggressivo a queste affermazioni. Un portavoce ha detto a CNET che i tribunali hanno precedentemente stabilito che l’addestramento dell’intelligenza artificiale su materiale protetto da copyright si qualifica come fair use ai sensi della legge statunitense sul copyright. La società ha promesso di combattere la causa, citando precedenti legali esistenti.

Questa difesa si basa sulle recenti vittorie giudiziarie delle aziende tecnologiche. Ad esempio, in una sentenza del 2025, il giudice della Corte distrettuale degli Stati Uniti Vince Chhabria si è schierato con Meta, suggerendo che il processo di formazione in sé non costituiva una violazione. Tuttavia, il giudice ha anche lanciato un avvertimento, sottolineando che la proliferazione di opere create dall’intelligenza artificiale potrebbe ridurre sostanzialmente il mercato dei romanzi creati dall’uomo.

Perché questo caso è importante: la questione dell’impatto sul mercato

Mentre i casi precedenti hanno favorito i giganti della tecnologia, questa causa introduce un argomento sfumato che potrebbe cambiare il panorama legale. La questione centrale non riguarda più solo la formazione dell’intelligenza artificiale, ma il risultato e il suo impatto sull’economia creativa.

La preoccupazione principale per gli autori è lo spostamento del mercato:
* Concorrenza diretta: i modelli di intelligenza artificiale possono ora generare interi articoli e romanzi scientifici, inondando potenzialmente i mercati con contenuti scritti dall’intelligenza artificiale a basso costo.
* Mimetismo di stile: gli autori sono particolarmente allarmati dalla capacità dell’intelligenza artificiale di replicare i loro specifici stili di scrittura, un fenomeno già visibile su piattaforme come Amazon dove vengono vendute opere scritte dall’intelligenza artificiale.
* Minaccia economica: se l’intelligenza artificiale può produrre sostituti del lavoro umano su larga scala, la sostenibilità economica degli autori e degli editori umani è gravemente minacciata.

Questo caso differisce dagli accordi precedenti, come l’accordo da 1,5 miliardi di dollari di Anthropic con gli autori (circa 3.000 dollari per opera piratata), perché prende di mira esplicitamente l’aspetto della concorrenza commerciale dei prodotti dell’intelligenza artificiale. I giudici nelle sentenze precedenti hanno avvertito che le loro decisioni potrebbero non applicarsi universalmente, lasciando spazio a questa nuova causa per stabilire precedenti diversi.

Conclusione

La nuova causa contro Meta rappresenta un momento cruciale nella battaglia sulla proprietà intellettuale nell’era dell’IA. Mentre le aziende tecnologiche hanno difeso con successo i loro metodi di formazione come fair use, i querelanti ora sostengono che i contenuti generati dall’intelligenza artificiale creano uno svantaggio competitivo ingiusto per i creatori umani. L’esito di questo caso probabilmente determinerà se la legge sul copyright si evolverà per proteggere gli autori dallo spostamento del mercato da parte dell’intelligenza artificiale, o se l’attuale difesa del “fair use” rimarrà lo standard dominante.