Mandare SMS alla tua intelligenza artificiale: come Poke sta portando l'”intelligenza artificiale” alle masse

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Mentre il mondo della tecnologia brulica di complessi sistemi di “intelligenza artificiale” (strumenti che non si limitano a parlare, ma in realtà fanno cose), la maggior parte delle persone li trova intimidatori. La configurazione di questi sistemi spesso richiede l’esplorazione di terminali tecnici, la gestione delle dipendenze del software e la risoluzione degli errori.

Poke mira a cambiare la situazione eliminando la complessità. Invece di un’interfaccia complicata, Poke consente agli utenti di interagire con un potente agente AI attraverso le app che già utilizzano ogni giorno: iMessage, SMS, Telegram e WhatsApp.

Dall’assistente e-mail al gestore della vita personale

La startup dietro Poke, la The Interaction Company of California con sede a Palo Alto, non è iniziata con un assistente generico. Inizialmente, hanno creato un’intelligenza artificiale specifica per la gestione della posta elettronica. Tuttavia, hanno subito notato una tendenza: gli utenti non si limitavano a chiedere informazioni sulle e-mail; chiedevano promemoria sui farmaci, risultati sportivi e aggiornamenti meteorologici.

Questa intuizione ha portato a una svolta. Piuttosto che uno strumento di nicchia, Poke si è evoluto in un versatile assistente personale progettato per essere proattivo e “umano” nelle sue interazioni.

Come funziona: il potere delle “ricette”

Il nucleo dell’utilità di Poke risiede nelle sue “ricette” : automazioni predefinite che collegano l’intelligenza artificiale alla tua vita digitale esistente. Invece di scrivere codice, attivi semplicemente una ricetta per collegare Poke ai tuoi servizi preferiti.

  • Produttività e lavoro: Integrazioni con Gmail, Google Calendar, Outlook, Notion e Linear.
  • Salute e benessere: Connessione a Strava, Oura, Fitbit e Withings.
  • Smart Home: Controllo su dispositivi come Philips Hue e Sonos.
  • Strumenti per sviluppatori: Per gli utenti tecnici, Poke si integra con GitHub, Vercel, Supabase e altro.

Utilizzando queste ricette, Poke funge da ponte tra i tuoi messaggi di testo e il tuo ecosistema digitale. Puoi chiedergli di avvisarti di e-mail specifiche, tenere traccia degli obiettivi di fitness o persino ricordarti di portare un ombrello in base alle previsioni del mattino.

Un approccio flessibile e indipendente dal modello

Uno dei vantaggi strategici di Poke è la sua indipendenza. Mentre giganti come Meta o OpenAI sono bloccati nei propri modelli proprietari (Meta AI può utilizzare solo modelli Meta, ad esempio), Poke è “indipendente dal modello”.

Sotto il cofano, Poke seleziona il miglior modello di intelligenza artificiale per l’attività specifica da svolgere, sia che si tratti di un modello massiccio di un importante fornitore o di una versione open source specializzata. Questa flessibilità gli consente di rimanere altamente efficiente e versatile.

Affari e crescita

La startup è sostenuta da pesi massimi come Spark Capital e General Catalyst, con un recente conferimento di 10 milioni di dollari che ha portato la sua valutazione a 300 milioni di dollari. La sua lista di investitori si presenta come un “chi è chi” della Silicon Valley, compresi i fondatori di Stripe, PayPal e Dropbox.

“Non vogliamo davvero fare soldi, ma vogliamo davvero crescere. Vogliamo costruire un prodotto per un miliardo di persone”, afferma il cofondatore Marvin von Hagen.

Attualmente, la strategia di crescita di Poke si concentra sull’acquisizione di utenti piuttosto che sulla redditività immediata. Il loro modello di prezzo è straordinariamente dinamico:
Livello gratuito: per attività di base che non richiedono dati in tempo reale.
Prezzi basati sull’utilizzo: per attività che richiedono “inferenza in tempo reale” (come il monitoraggio degli aggiornamenti sui voli in tempo reale o le e-mail in arrivo), il costo è determinato dalla complessità e dai requisiti di dati dell’attività.

Le sfide e la strada da percorrere

Il percorso verso l’adozione globale non è privo di ostacoli. Meta ha limitato i chatbot generici su WhatsApp, una mossa attualmente sotto esame da parte delle autorità di regolamentazione nell’UE, in Italia e in Brasile. Poke sta navigando in queste acque normative mentre tenta di espandere la sua portata.

Per costruire una comunità, Poke incentiva anche i creatori. Sviluppatori e influencer possono creare le proprie ricette personalizzate e guadagnare una piccola commissione (tra 10 centesimi e $ 1) per ogni utente che si iscrive tramite la loro specifica automazione.


Conclusione
Spostando gli agenti IA dal terminale tecnico alla casella di posta dei messaggi di testo, Poke sta tentando di democratizzare l’automazione. In caso di successo, il futuro “agente” non sarà qualcosa che programmi, ma qualcosa a cui semplicemente scrivi.